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Spaces home IL MONDO ALLA ROVESCIAPhotosProfileFriends | ![]() |
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July 30 una "Rosa Blu"Ciao!!! sono appena tornato da due settimane moooolto molto particolari....direi speciali, faticose ma belle. Tramite l'associazione "la Rosa Blu" ho accompagnato un gruppo di disabili dell'istituto don Gnocchi a fare una vacanza a Lignano Sabbiadoro. Eravamo in un villaggio turistico, 14 accompagnatori e altrettanti utenti. Erano disabili quasi tutti in carrozzina e per la maggior parte totalmente dipendenti da noi, pochi di essi riuscivano a compiere azioni, anche le più basilari, come il lavarsi i denti da soli, l'andare in bagno ecc. Solo una ragazza era in carrozzina dopo un incidente stradale, il resto (apparte un ragazzo down) tutti dalla nascita.
Ritornando alla mia vita "normale" è come se qualcosa mancasse...come se, ormai, abituato ad aiutare queste persone e sostenerle in qualunque momento, anche se per lavoro, è come se mi sentissi quasi inutile adesso che non debbo fare più niente. Stamattina mi è venuto spontaneo voler aiutare una signora a scendere dall'autobus il passeggino (anche se è riuscita a farlo da sola). Forse è solamente una questione di abitudine, o forse è una presa di coscienza maggiore. Ma per arrivare a questa presa di coscienza ce n'è stata di strada!!
La prima settimana ammetto che è stata molto difficile: l'impatto con queste persone è abbastanza forte, a volte mi sentivo impotente di fronte ad un utente che urlava, parecchie volte mi son sentito inadeguato perchè non capivo cosa volessero comunicarmi; spesso ho provato schifo per la bava che mi cadeva addosso dalla loro bocca mentre li imboccavo...quante volte ho rischiato di bloccarmi pensando di invadere la loro intimità mentre gli cambiavo il pannolone...fortunatamente non mi sono fermato a questo, adesso so che sarebbe stato infantile, superficiale, perchè in fondo noi che ci definiamo "normali" facciamo le stesse cose (in modo solamente di poco diverso e senza che altri ci guardino) anche se penso sia la reazione di tutti al primo impatto, abituati come siamo a volere tutto subito, semplificato e senza troppe difficoltà e a nostro piacimento, altrimenti lo buttiamo con disprezzo perchè inutile...perciò quasi incapaci ad avere pazienza con il mondo; abituati solo a parlare senza ascoltare...perciò senza saper aspettare gli altri.
E' sicuramente stata una sfida con me stesso il fatto di stare lì: forzato a donarmi completamente all'altro, e quando dico "completamente" non è un'esagerazione! Svegliarsi presto, rinunciare ad un pasto tranquillo, essere sempre vigile e pronto a qualunque evenienza...essere lì per l'altro, farlo divertire nascondendo le tue preoccupazioni.
Con queste persone, se non fai quel salto di qualità con te stesso non riesci ad instaurare un rapporto. Ma è una cosa assolutamente personale perchè da parte loro c'era un'apertura incredibilmente sincera e fiduciosa, anzi erano loro stessi che m'infondevano tranquillità e sicurezza. L'ostacolo non erano loro, ero io che dovevo superare me stesso, quelle barriere che sono dentro di me, barriere di pregiudizi, di timore e paura dell'altro, paura del diverso (ma in fondo chi è uguale a noi stessi?)
Un giorno, mentre ne stavo vestendo uno, affetto di sclerosi multipla (malattia degenerativa) ho pensato: "cavolo ma se non ci fosse nessuno che li aiuterebbe, queste persone muorirebbero all'istante!" queste persone dipendono totalmente da altri, tu pensa a dover avere sempre qualcuno che ti pulisca il culo e ti lavi le parti intime; a dover chiamare sempre qualcuno solo per posizionare meglio un piede, o perchè ti prude insistentemente il naso (quante volte mi son sentito chiedere scusa da loro perchè mi chiamavano per sistemargli un braccio o raddrizzarli sulla carrozzina); pensa l'imbarazzo da parte loro, ogni volta a dover sempre chiedere e chiedere aiuto ad altri, pensa la dignità.
E' vero che non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati solo per il fatto di poter camminare ed avere la possibilità di prendere un giornale e sfogliarlo con le proprie mani...e quanti inutili problemi io per primo mi faccio al giorno! mi permetto di essere triste e sfiduciato della vita, me la prendo con tutti, dico che non mi va bene niente, vorrei ancora di più....poi guardo uno di loro che sta tutta la vita tra un letto e una carrozzina, che non riesce a tenere in mano una forchetta senza l'ausilio di un altro, che ha bisogno del pappagallo per fare la pipì, che non sa pronunciare altro che poche sillabe, che si muove a scatti a volte involontariamente, che non va in nessun posto che non lo decidano gli altri......ma quando mi vedeva, esultava di gioia, gioia pura! e quando lo aiutavo a mangiare ci mettevamo il doppio del tempo perchè dopo ogni boccone mi regalava un enorme sorriso di gratitudine!!.....Pochi sorrisi veri ho visto in tutta la mia vita....sicuramente più della metà me li hanno regalati abbondantemente in queste due settimane.
Ringrazio Dio per questa presa di coscienza...qualcuno un giorno mi disse: che senso ha che queste persone vivano se non possono fare niente? perchè queste persone sono condannate fin dalla nascita? Se chi sta leggendo si sta facendo la stessa domanda (legittimissima), non cerchi risposte a parole o sui libri o da qualche illustre intellettuale o filosofo o maestro di vita ecc...ma ti prego di fare un'esperienza del genere in mezzo a loro...non dico che si capirà il perchè della sofferenza, ma almeno si cercherà di darne un senso e in qualche modo di accettarla....e in fondo: chi in questo mondo non soffre? La differenza sta nella dignità con cui si vive questa sofferenza; questo mi hanno insegnato loro.
P.S. appena me le passano metterò anche qualche foto.
June 20 frammenti di dolci ricordiRicordo quando anche gli amici ti amavano e la solitudine non portava a paure; i rancori volavano via leggeri, non aveva peso un pensiero serio. Tempi di dolce distrazione, tempi distanti; quando i supereroi erano veri, quando ai sogni si credeva con convinzione. Poche nozioni, molte passioni; tante risate e parecchi pianti. Quando il futuro era futuro e l’estate era un sollievo; quando la famiglia ti stava stretta, e ogni caduta era la fine del mondo... June 11 da "il ricordo di chi non è più"“Non riesco a trovare un senso a tutto ciò. Conoscere e puntare tutto su una persona, e poi, improvvisamente, trovarsi senza di essa, scomparsa … così … Amore, dare la vita per l’altro. Ma proprio ora questa viene a mancare! Perché, amico? non avevo finito di spiegarti, di raccontarti. Come faccio ora? Se solo prima avessi avuto più coraggio per parlarti. Adesso non ho più la possibilità. Sono morto anch’io; io che ti ho amato con la vita.
Mi sento un fallito, fermo; immobile a pensarti; impotente di fronte a questo abisso innaturale, riempito solo dal vuoto della tua presenza che ora non ho più accanto a me; incapace di continuare a camminare fino a che non troverò una spiegazione … che deve esserci!!!
Eri qui … che assurdità. Se penso a quanto mi sono affannato a costruire ben bene tutta la mia vita, i miei progetti, i rapporti umani che io decidevo di avere; senza la minima coscienza di non esserne il padrone. Ho guardato sempre avanti a me, con la testa alta. Ora rimpiango di non essermi mai fermato ad ammirare il percorso fatto. Quanto orgoglio ha abbellito le mie parole. Troppe volte ho pensato, superbamente, di essere sfortunato a dovermi trovare con persone che con le quali non volevo nulla a che spartire, persone fastidiose, irritanti, problematiche … a volte avrei tanto desiderato essere solo, in pace, … lontano dagli altri … per fare? Cosa? Bah, eccomi qua ora, da solo, a parlare come un folle a una tua foto, caro amico. Ho sbagliato tutto, ma in fondo cosa ho sbagliato? Dimmelo tu! Ma è inutile, tanto indietro non si può tornare. Una cosa sensata, a questo punto, sarebbe accettare, dare spazio al tempo, far in modo che l’abitudine compia il suo lavoro, sperando che acquietando questa rabbia mi nasconda le rocce frastagliate dell’abisso. Oh! Che magra consolazione sarebbe! a quale falsa accettazione andrei incontro …
E’ tutto finito, quindi, sono finito. Si lo so, amico, forse sto amplificando il tutto ma che ci posso fare se ora solo il dolore domina le mie emozioni? Non dovrei più guardare queste foto, mi tornano alla mente troppi ricordi, adesso. Li sento, è come se stessero esplodendo dentro di me. Basta! Andate via! Mi fate piangere! Amico, sei tu? O sono io che sto impazzendo? Non si può tornare indietro! Te l’ho già detto! Tu non ci sei più! Lo vuoi capire?? Non sei più qui, ora …”
…
“Sono caduto dentro di me. Il delirio mi ha fatto inciampare, come un ubriaco caduto nel mio stesso abisso. Nei miei Sogni ti ho rivissuto. Verità crude, senza logiche impalcature; nel fondo del fondo, la terra nuda ho toccato. Sì, mi ha fatto male cadere. Perché lì ho incontrato la paura, che con uno specchio mi ha sbattuto la faccia davanti a me stesso.
Ma solo guardandomi mi sono accorto che, dietro di me, lì eri tu. Sì, ti ho ritrovato, benché non te ne fosti mai andato, rimasto a riempire quel vuoto fisico improvviso, con la tua presenza spirituale, invisibile a quegli occhi accecati da una furia mortale. Quella presenza profondamente incisa nei solchi dell’abisso; eternamente impressa nei miei ricordi di te. Siamo potuti risalire, rivivendo in quei desideri che facemmo insieme rendendoli reali; siamo riaffiorati con quelle immagini notturne che non capivo quando tu eri qui, e che solo ora acquistano significato; quelle paure nascoste a cui non avevo dato peso e che adesso capisco quanto tu ci tenessi che anche io lo sapessi. Ho colorato con quei sogni il grigiore dei miei pensieri dovuti dalla tua stessa perdita.
Accettando man mano, quello che tu eri, ho scoperto anche quello che sono ora io. È proprio un paradosso! Bè, forse non capirò il senso di tutto ciò, ma almeno ho ritrovato la forza per andare avanti.” May 23 monologo"Essere, o non essere Amleto (W.Shakespeare) April 29 Buon compleanno a me :-)Anche se era ieri il mio compleanno....oggi riporto la più bella dedica che qualcuono mi abbia mai fatto; è in occasione dei miei 20 anni (cioè 3 anni fa). E' una poesia famosissima, io stesso l'ho letta parecchie volte, ma sicuramente dedicata personalmente fa tutto un'altro effetto. Magari riuscissi ad essere sempre quello che c'è scritto, forse più che una dedica è un augurio...però, senza nessuna linea d orgoglio, mi fa piacere pensare che chi me l'abbia dedicata abbia pensato a me appena l'ha letta:
"A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore;
a chi saluta sempre con un abbraccio;
a chi lavora molto ma si diverte di più;
a chi va in fretta in auto, ma non suona ai semafori;
a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse;
a chi è felice il doppio quando fa a metà;
a chi si alza presto per aiutare un amico;
a chi ha l'entusiasmo di un bambino ma pensieri da uomo;
a chi vede nero solo quando è buoi;
a chi non aspetta Natale per essere buono;
a tutti coloro che donano sè stessi, ma soprattutto ad un caro amico come te." March 24 ERASMO DA ROTTERDAM"Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia.
Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un'eterna giovinezza. March 18 "Cosciente, davanti a me stesso"Ciò che scrivo è ciò che parte dalla mia Coscienza, emersa d’improvviso da una forte esperienza. Non tento di spiegare cosa essa sia attraverso un discorso filosofico, né avere la pretesa di formulare ipotesi generalizzabili o adattabili a tutti. Parlerò per me, con la mia Coscienza. Io non so, infatti, cosa possa essere per gli altri, so solo che la mia è come un cristallo, indistruttibile peraltro rarissimo da trovare. Preziosa è la Coscienza, perché eterna e racchiude un “segreto” immortale, da cui dipende il mio senso. Per me non deriva da supposizioni o teorie umane che si sviluppano nel tempo. Esse, infatti, come intrappolate, sono schiave del Tempo che a suo piacimento può farle morire o innalzare. La Coscienza invece è legata a un mistero, come misteriosa (non per questo inesistente) sia la direzione della mia Anima. Spesso cerco di dimenticarle, forse per paura di scoprire me stesso, le mie origini, accettare la Verità e la realtà di quello che sono in tutti i miei punti di vista, zone d’ombra e zone di luce; eppure entrambe non scompaiono mai e riemergono nei momenti opportuni (che non sono quelli che decidiamo noi). Coscienza e Anima sono legate dalla stessa direzione a cui tendono, anche se con modalità diverse, poiché la seconda è inglobata alla prima insieme alla Ragione e all’Istinto; ma non è questo il punto. La cosa importante è non dimenticarle. Altrimenti perderei la strada per la mia realizzazione; l’essenza della mia esistenza. Penso a tutto ciò in un momento particolare per me, in cui è come se mi trovassi faccia a faccia con me stesso; è come se sentissi la presenza di un abisso. Non sono stato io a volerlo, eppure sono stato io a correrci incontro. Distratto da pensieri fatui, convinto che il ponte che mi avrebbe dato la possibilità di oltrepassare l’abisso fosse lei. Un ponte verso la felicità. Ma non ero cosciente di me stesso, o meglio guardavo solo quello che volevo e che portasse secondo una direzione a me comoda. Prima era lei il ponte verso la mia felicità. Così credevo ma ne ero sicuro, tuttora convinto dell’insostituibile sua presenza che inconsapevolmente ha completato parte di me. Era bellissimo averla davanti al cuore ma ora … si allontana? Il ponte crolla! … o forse non c’è mai stato. Ma allora, la mia direzione, il mio futuro, la mia vita … il mio senso? Ora, fermo, con un’impotente consapevolezza di essere davanti ad un abisso, incosciente davanti a me stesso. Ma forse dovrei dire che ora, e non prima, sono “cosciente di essere davanti a me stesso”. Mi chiedo, incosciente, se sia possibile che ci sia tutto questo spreco di amore; che senso avrebbe? Dove andrà a finire? Un’energia d’amore che si dissipa nell’aria come niente fosse. Un’energia che sola basterebbe per rivoltare la Terra … consumata così, perduta da un vento che ha portato con sé l’inquietante consapevolezza di un Tempo padrone. Mi chiedo, incoscientemente, se fosse vero che anche l’Amore debba infine inginocchiarsi e darla vinta alla grande ruota del Tempo che, come un ingranaggio oliato da una viscida abitudine, tutto muove facendo in modo che tutto torni alla sua rigida regolarità. Ma può la Coscienza, che è un cristallo immortale, al cui interno si fondono Anima, Ragione e Istinto, andare contro l’Amore stesso? Sarebbe, appunto, contradditorio; se così fosse la Coscienza, somiglierebbe al solo pensiero umano, limitata e non più della stessa sostanza dell’Amore, eterno. La presa di Coscienza non può emergere dalla morte dell’Amore. Sarebbe un andare contro la stessa Natura. La risposta la trovo in queste lacrime, che forse riusciranno a riempire l’abisso. Di tutto ciò, infatti, mi resta la musica, l’armonia di note e melodie che istintivamente ricordano alla mia mente il suo pensiero, ridonano al mio cuore l’immagine che ha custodito per parecchio tempo, ormai incisa in esso. E solo ora incisa anche nel mio spirito. Adesso, per ciò, sono cosciente. Le azioni espresse per lei l’hanno salvata e sorretta diverse volte; così come lei mi ha aiutato a crescere. Non è stato uno spreco di energie! Se l’Amore non fosse stato puro questa presa di Coscienza non esisterebbe e quelle lacrime non solo non avrebbero purificato la mia Anima, ma addirittura l’avrebbero insudiciata fastidiosamente. Questa è la mia idea di Coscienza. March 07 "Cecità"Sentirsi un fallito
quando perdi un amico;
quando, ahimè, senti solo indifferenza
e non altro che chiusura
e maldicenza
anche se convinto di aver agito
in nome di un bene
che nessuno sa, in realtà, cosa sia
perchè ognuno lo capisce a modo suo.
Quando, per questo, sei costretto
a lasciar andare un lavoro
a cui avevi dato l'anima
e la passione,
e il cuore;
quando le tue proposte vengono negate
a priori; come se
volontà sia di rimanere
nel caos!
Quando non ti senti amato
nè ripagato,
qundo proprio non lo scorgi...
...l'Infinito
[Mi spiace se qualcuno possa sentirsi offeso da queste parole....mi spiace...ma è il mio cuore che parla, non posso farci niente, e anch'esso ha bisogno di sfogarsi, adesso] March 06 "CHI NON ARDE, NON VIVE"Forse fuori c'è il fracasso di una città o il silenzio placido di una montagna oppure la via deserta e assoluta di un paesino estivo, tu apri il battente di una chiesa ed ecco, nella penombra, il baluginare di ceri votivi. Avanzi e in quell'oasi di quiete ti siedi davanti a quelle fiammelle. Amore e fede vedi intrecciate e impastate nella cera di quella candela che lentamente si strugge, e ti ricordi che "chi non arde, non vive". Per essere luce e calore bisogna consumarsi. Se invece ci si vuole conservare, magari si vive a lungo, si riesce ad accumulare un bel bottino di cose e di soldi, ma si rimane cone una pietra fredda, un cero bianco spento e, un seme avvizito. Solo la luce squarcia il gelo e le tenebre. February 19 CONTINUARE A CAMMINARE......nonostante tutto.
Penso che sia una delle sfide più grandi per l’Uomo. Oggi, dove tutto e tutti ci dicono di stare fermi, comodi, seduti, perchè il mondo è difficile e crudele quindi è meglio mettersi da parte lasciando fare a chi ha più potere…per fare…
Ci hanno abituati ormai; in fondo è meglio starsene buoni e tranquilli davanti ad un televisore, o come rimbambiti di fronte ad una vetrina. Certamente è più sicuro rimanersene a casa senza dare troppo fastidio agli altri e non rischiare con tutte queste catastrofi e sciagure che avvolgono il mondo.
E’ sicuramente più facile il nascondimento e qualcuno afferma che è più umano coprire il dolore invece di affrontarlo.
Oggi, distanza e tempo di percorrenza non fanno più di tanto paura e paradossalmente riusciamo ad avere contatti da un luogo all’altro, rimanendo seduti.
Ci siamo ormai abituati a non camminare più. Non ce n’è più bisogno, richiederebbe troppa fatica e tempo prezioso.
Resta però il fatto che camminare rende liberi.
Infatti, più che perdere il tempo camminare prende più tempo.
E' camminando che si ha il tempo di pensare. Pensare al passato e quindi comprendere; pensare al presente per progettare e lavorare; pensare al futuro, perciò desiderare e sognare. Ma oggi sembra che pensatori, poeti, filosofi e sognatori siano considerati dei perditempo, fuoriluogo, nullafacenti; appunto, perchè essi camminano per le strade del mondo.
E’ camminando che si è a contatto con la realtà esterna, e più essa si conosce, più s’impara a non odiare il mondo, a non avere paura di lui, ma anzi a conoscerlo e sentirlo, "anche se è molto caldo o troppo freddo".
E’ camminando che ci abituiamo piano piano a non sentire più di tanto il dolore, è la migliore e unica medicina che non nasconde ma anzi lo fa emergere, dando poi la possibilità di comprendere che ce ne sono di molto peggio. Capiamo anche che una volta superato quel dolore siamo più forti di prima e possiamo ritornare sui nostri passi con nuovo vigore.
Ma questo solo se continuiamo a camminare, a non fermarci ogni dieci metri lamentandoci della pesantezza della vita.
Continuando, con costanza, senza perdere il ritmo, con ostinato rigore, fa emergere poco alla volta e inaspettatamente delle risposte a domande che assillano la nostra vita.
Camminando perciò ci da il tempo e la possibilità di avere una nostra percezione della vita che sviluppiamo con la nostra esperienza sul mondo naturale (e non virtuale); è questo che rende liberi e ci rende noi stessi. Individui consapevoli, con una nostra idea, posizione, convinzione.
E’ questo che fa paura a chi vuole governare il mondo per i propri fini, cercando di modellare le menti.
Ma questa è anche una delle più grandi sfide dell’Uomo, oggigiorno.
Continuare a camminare, con la propria testa ma insieme agli altri, nonostante i falsi profeti.
E’ un’enorme sfida semplicemente perché richiede sforzo, costanza ed una resistenza che abbiamo dimenticato.
Come dopo un tortuoso sentiero, stremati dalla fatica, un grande agriturismo c'illumina gli occhi. Un insito stato di felicità ci riempie il cuore perchè finalmente possiamo riposare, allentando gli sforzi. Il meritato riposo continua, ma il proprietario del comodo agriturismo di edonismo e consumismo non vuole certo perdere i clienti e copre la vera meta intontendoci di abbondanza finchè il riposo cede il passo all'ozio e alla pigrizia, dimenticandoci di proseguire.
Nessuno crede più all'Amore eterno, ma ciò non significa necessariamente che non esista. Siamo solo sedimentati alla ricerca di felicità più vicine, immediate e rassicuranti; ma non riusciamo ad alzarci per cercarne di più alte.
Forse qualcuno si è anche scordato cosa sia la Felicità, o non ci ha mai pensato, o non ne ha mai avuto il tempo o la possibilità di pensarci, magari impedito da qualcosa o qualcuno.
Ma fortunatamente l'Uomo non si accontenta mai e la sua continua ricerca della Felicità lo ha salvato parecchie volte da momenti di sedimentazione.
Sì noi viviamo in questo mondo; siamo pure gli esseri più intelligenti della Terra; certamente abbiamo raggiunto un punto tale di sviluppo tecnologico-scientifico da riuscire anche a dominare gran parte dei fenomeni atmosferici (o almeno a prevederli). La fisica, la biologia, la geologia, la matematica non hanno quasi più segreti per noi, la psicologia umana è sempre più studiata...
Ma poi? Se tutto finirebbe dopo la morte, che senso avrebbero tutte queste conoscenze?
Per cosa dovremmo continuare ancora? accumulare tutto questo sapere solo per vivere un po' meglio di prima? Mi sembra un po' riduttivo.
Ma è il fine ultimo a dare la risposta; che va oltre il sapere, la saggezza, la ricchezza, l’ingegno, la potenza, la creatività.... E’ una forza che spinge l’Uomo; è ciò che ci distingue e ci fa capire che noi non "stiamo" semplicemente su questa Terra facendo solo parte di un ordine naturale; noi ci "viviamo".
Ma bisogna continuare a camminare per capire un po’ di più, passo dopo passo…nessuno è mai riuscito ad arrivare sulla vetta di una montagna rimanendo seduti e un elicottero non potrà mai rendere giustizia al valore, al peso, alla ricchezza, all'esperienza e all'emozione di una scalata, piena di sforzo, competizione, di risate, sorrisi e chiaccherate, di sorprese e particolari, di lacrime, fatica e sudore...il tutto condivise con i propri compagni di viaggio. February 14 InnoOggi è san valentino...io da zitellone non lo festeggio (o meglio farò una controfesta tra singles) però volevo ugualmente lasciare una traccia di questo giorno riportando un inno all'Amore; è un augurio...a tutti, dato che l'Amore è il fine ultimo per ogni uomo. Ma poi mi sono sempre chiesto una cosa: si dice "san Valentino è la festa degli innamorati"... ma io posso essere innamorato di una persona anche senza che lei lo sappia...perciò è la festa anche mia!!! ehm...no, vabbè, ecco la poesia:
Amore,
eco dell'originaria esplosione
dalla quale nacque l'universo,
attirami nel tuo vortice,
introducimi nelle divine stanze,
là dove la nudità è ornamento
e forza la debolezza.
Incoronami davanti al tuo altare,
sorreggimi con vincoli d'amore,
rendimi partecipe
del tuo regno di gloria. February 07 "Ode alla vita"
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo
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